BARI – “Una grande vittoria. Vengono premiati il nostro modo ragionevole, intelligente, l’unità del popolo pugliese con il popolo italiano”: il governatore della Puglia Michele Emiliano esulta sui social per la notizia della rinuncia da parte della Petrolceltic al permesso per le ricerche di idrocarburi al largo delle isole Tremiti (conseguenza del decreto del governo Renzi “SbloccaItalia”.

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Spiega l’ex magistrato: “Prendiamo atto con soddisfazione che dove non era arrivato il buon senso di alcuni, è invece arrivata la saggezza della società Petroceltic che ha deciso di rinunciare al permesso. Scopriamo oggi dal comunicato della Petroceltic  che anche per loro l’operazione non era economicamente conveniente, come avevamo sostenuto in tanti all’epoca in cui il permesso di ricerca era stato rilasciato. Adesso andiamo avanti, più forti di prima, verso il referendum”.

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Il calo delle quotazioni del petrolio dietro il ritiro della multinazionale

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Chi pensa che il dietrofront della Petrolceltic sia stato generato dalla sensibilizzazione del movimento ecologista o dalle campagne “no-triv” si sbaglia: la scelta è dettata da semplici orientamenti di carattere economico. L’investimento della multinazionale nel mare limpido della Tremiti è ormai poco redditizio, a causa del conto ribasso della quotazione del barile di petrolio nei mercati mondiali.

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@waldganger2000

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