Il commissariamento della commissaria – il gioco di parole è la cifra del momento politico grottesco – azzera quello che restava di Forza Italia nel consiglio comunale di Bari: Irma Melini, eletta nelle liste berlusconiani e unica a riconoscersi fino a pochi giorni fa nella linea  del Cavaliere (gli altri tre ex forzisti sono passati con i conservatori – Pasquale Finocchio e Romito – e con gli alfaniani, Michele Picaro),  ha preparato le valigie e abbandonerà nelle prossime ore il suo ex partito. La sostituzione con il deputato Francesco Paolo Sisto ha creato una ferita – umana e politica – che non si può rimarginare. Nelle prossime ore la consigliera Melini fornirà indicazione sui nuovi orizzonti. Gabriele D’Annunzio, quando in parlamento passò a sinistra, si trincerò dietro questa sentenza: “Vado verso la vita”. Di sicuro la Melini – come ufficializzerà nelle prossime ore – andrà in direzione opposta rispetto al parlamentare Sisto…

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Intanto l’associazione “Donne a destra” ha diffuso una nota per stigmatizzare il comportamento dei vertici locali e nazionali di Forza Italia

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“In questi giorni gli elettori baresi hanno assistito all’ultimo incomprensibile atto di autodistruzione di Forza Italia.\r\nSì perché il partito, non abbastanza sazio della spaccatura operata nel centro destra in occasione delle elezioni regionali, spaccatura che ha portato il centrodestra ad una inevitabile e prevedibilissima sconfitta, ha deciso di eliminare dalla scena politica la consigliera comunale Irma Melini. Dopo il cambio di casacca del consigliere Picaro, e anche prima, la consigliera Melini si è fatta notare per il suo piglio deciso nell’affrontare, dall’opposizione dove si trova, quei temi che il centro destra avrebbe dovuto impugnare contro l’attuale governo.\r\nLei invece è stata sempre sola all’opposizione, da sola ha rispettato il mandato che gli elettori le avevano consegnato, quello di controllo e di opposizione del governo di centrosinistra.\r\nUna giovane donna che dal 2004, consigliera circoscrizionale per AN in Madonnella, prima degli eletti nella stessa circoscrizione nel 2006, unica donna eletta in FI al Comune. Capo segreteria dell’on. Sisto che, quando è in lizza per la Corte Costituzionale, la lascia sola a presidiare e difendere il territorio, oggi viene commissariata dallo stesso Sisto?\r\nPerché? Cosa ha fatto di sbagliato? Cosa c’è che non va?\r\nLa Melini, per quel che ci risulta, ha sempre mantenuto, nel suo comportamento, una coerenza e una onestà intellettuale che pochi politici possono vantare. Ha combattuto da sola quelle battaglie che tutta l’opposizione avrebbe dovuto sostenere.\r\nQuindi secondo noi, Donne a Destra, chi agisce in modo sconsiderato non è la Melini ma il suo partito. Quel Forza Italia che, nonostante gli appelli di Berlusconi all’unità del centro destra, prima divide e poi elimina addirittura quei pochi elementi validi e preziosi che gli rimangono.\r\nE perché proprio la Melini? Perché troppo brava e aderente al modello di consigliere comunale che gli elettori si aspettano? Perché donna e isolata nella sua azione di oppositrice al governo di centrosinistra?\r\nA questo punto tutte noi ci chiediamo: qual’ è la strategia di Forza Italia?\r\nAbbiamo letto un appello del coordinatore Vitali per un forte rilancio del partito sul territorio. Ma con chi vuole fare questo rilancio? Con i palloncini colorati lanciati in cielo? Ormai gli rimangono solo quelli. Stanno andando via tutti.\r\nE ci chiediamo anche: cosa chiedono i partiti ai loro eletti? Soprattutto quando sono all’opposizione? Noi baresi negli ultimi 10 anni l’opposizione non l’abbiamo mai vista. Abbiamo visto invece consiglieri sonnacchiosi che, finalmente accomodatisi nei loro scranni in Consiglio Comunale, si addormentavano al suono conciliante delle delibere sfornate dal centrosinistra. L’unico urlo, alquanto tardivo e subito silenziato, lo abbiamo sentito in occasione dell’ormai celebre vicenda delle “cozze inviate a Emiliano” dai suoi amici. Ma di quelle “cozze” nessuno sembrava aver mai sentito parlare. Certo è meglio dormire e, nei momenti di veglia, coltivare il proprio orticello.\r\nSe questo è ciò che vogliono i partiti diamo ragione a chi dice che la politica non è per le donne. Noi aspiriamo a cambiarla questa politica, siamo stanche dei giochetti che hanno precipitato il nostro paese nel baratro della corruzione e ci tolgono autorità e rispetto nel consesso internazionale. E, soprattutto, siamo molto addolorate di lasciare ai nostri figli un paese peggiore di quello che abbiamo trovato noi”.

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