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BARI – “La rottura degli equilibri fra i clan, provocata dai provvedimenti cautelari e dalle condanne che si sono moltiplicate negli ultimi anni nei confronti di capi e gregari, ha provocato l’emergere dei giovani adulti che cercano con molta spregiudicata violenza di scalzare boss più anziani, ovvero di sottrarsi alle direttive dei boss detenuti”. A lanciare l’allarme sono il presidente e il procuratore del Tribunale per i minorenni di Bari: sempre più adolescenti si avvicinano alla criminalità organizzata, vengono sfruttati dalle cosche per i lavori sporchi e, poi, ancora nemmeno maggiorenni provano a fare il salto di qualità, scalzando i boss. Nell’ultimo anno sono stati 889 i reati commessi dai minorenni e scoperti dalle forze dell’ordine, contro gli 858 dell’anno scorso; ma il dato è solamente parziale perché “nella realtà della delinquenza minorile – scrive il presidente della Corte di appello, Gianfranco Castellaneta – il sommerso è molto elevato”. Nel dettaglio, i furti sono stati 262, le lesioni personali volontarie 238, i reati di spaccio di sostanze stupefacenti 110, le rapine 81. I minori a rischio sono circa mille, spesso, i ragazzini tra i 12 e i 15 anni vengono utilizzati come “uomini-fondina”, cioè portano addosso le armi pronti a consegnarli agli adulti in caso di necessità. “L’impiego di ragazzi per la custodia di armi e droga da parte della criminalità organizzata – dice sempre Castellaneta – risulta da una pluralità di indagini”. E poi c’è il fenomeno del bullismo, in forte ascesa: “Il bullismo di gruppo – si legge nella relazione del presidente della Corte di appello – che si manifestava tradizionalmente in scuole, mezzi pubblici di trasporto, ritrovi giovanili, sta creando, da tempo, crescente disturbo e allarme nelle vie centrali di Bari e altri centri importanti del distretto. Talvolta gli stessi gruppi di minori, ma anche altri, commettono danneggiamenti e furti in edifici scolastici, e sono sintomo di un rapporto disturbato e di rifiuto nei confronti di una istituzione vista erroneamente come estranea e fonte di frustrazione”. Solitamente vengono presi di mira altri adolescenti, oppure gli immigranti e gli autisti dell’Amtab. Ma perché i più giovani vengono attratti dalla criminalità? “I minori – spiegano i magistrati – delinquono generalmente per l’insufficiente capacità di autocontrollo oppure per procurarsi piaceri, sia pure illusori, con qualsiasi mezzo. I reati contro la persona sono compiuti, quasi sempre, per futili motivi e senza preventiva predisposizione di mezzi, con caratteristiche impulsive ed esplosive. Caratteristiche simili di passaggio immediato all’azione si riscontrano in un numero considerevole di furti, e anche di rapine, posti in essere senza particolare preparazione, cedendo all’impulso impellente di procurarsi denaro per acquistare droga o altre cose molto desiderate”. Come intervenire? “La prevenzione della delinquenza minorile – spiega Castellaneta – resta direttamente proporzionale all’impegno formativo della famiglia, della scuola, della parrocchia, delle altre realtà educative. Così come presuppone attenzione e impegno per la gioventù a tutti i livelli politici e di governo, da quello nazionale a quello locale, per realizzare città, abitazioni, servizi a misura delle esigenze dei ragazzi, fornire una scuola accogliente e competente, realizzare una vera preparazione professionale, agevolare l’accesso al lavoro, rendere possibile a tutti la pratica dello sport”.


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