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“Non posso che salutare positivamente il fatto che il presidente Emiliano abbia convocato un incontro al Policlinico sul piano di riordino ospedaliero. Ma devo anche sottolineare che parte col piede sbagliato se pensa di esaurire il confronto su un fatto così importante per la nuova governance della sanità pugliese con un incontro solo a Bari e coinvolgendo solo alcune categorie professionali, certamente importanti ma non esaustive di tutto il comparto sanità.

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Sino a questo momento, infatti, non ci risulta siano stati interpellati altri Ordini e Albi professionali del settore, se non quelli collegati ai medici e agli infermieri, né che siano state invitate le associazioni di tutela dei diritti del malato. Forse i cittadini non devono essere informati sulle scelte che si andranno a compiere? Forse l’Ares non esiste più o la legge che l’ha istituita non è degna di essere rispettata?\r\nCambiare il sistema sanitario regionale non è e non può essere robetta per cerchi magici.\r\nQuello sanitario è un sistema complesso che per essere governato con efficienza ed efficacia, garantendo livelli essenziali di assistenza adeguati a fronte di tasse eque – l’esatto contrario della situazione attuale – deve necessariamente trovare una sintesi nelle sinergie interprofessionali, istituzionali e sociali che di fatto sono chiamate ogni giorno ad operare in trincea, ciascuna nel proprio ruolo.\r\nNon è neanche possibile che il confronto si esaurisca tra quattro mura e con pochi prescelti solo a Bari lasciando il territorio e le realtà locali nella incertezza e nella confusione. A meno che non sia proprio questo l’obiettivo: nascondere l’approssimazione che avvolge le scelte impopolari. Scelte che si possono e si devono affrontare a testa alta, come fece Raffaele Fitto dieci anni fa portando ovunque le ragioni del governo regionale di allora sul piano di riordino ospedaliero. Ma è chiaro che questo si può fare, si può essere preparati anche agli insulti, solo se si è in buona fede e il fine è davvero quello di migliorare il sistema a beneficio di cittadini e operatori.\r\nÈ invece paradossale che nel brevissimo spazio di tempo che resta per presentarsi al\r\nMinistero, si continui a nuotare nel mare dei forse, come ha fatto ancora una volta oggi Emiliano dichiarando in una intervista televisiva che gli ospedali da chiudere alla fine potrebbero essere nove, no, forse dieci. La sanità non è un pallottoliere.\r\nMi auguro, dunque, che nelle prossime ore il confronto si faccia davvero più ampio, concreto, chiaro e costruttivo”.

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