BARI – Un tempo le acciaierie Scianatico erano un fiore all’occhiello dell’industria pugliese, oggi l’immenso siderurgico è una bomba ecologica nel centro di Bari. Dal 1994 l’azienda è dismessa ma da 22 anni il suo scheletro giace a ridosso del lungomare nord. Le telecamere di Borderline24 sono entrare per immortalare lo stato di abbandono e incuria in cui versano i capannoni, ad impressionare è, in particolar modo, la pericolosità di alcuni materiali sepolti in quest’area. Cosa c’è, ad esempio, in fondo a quei vasconi oggi pieni di acqua putrida e di carcasse di animali?  Cosa è stato sotterrato? E i tetti che si sbriciolano di ora in ora disperdendosi nell’aria di cosa sono fatti? Nei capannoni, oltre alla presenza di una abbondante vegetazione nata spontaneamente, sono conservati ancora i residui dell’attività siderurgica: un proiettile di cannone, un gru mobile e persino estintori vecchi di 30 anni.  Nel 2010 fu approvato dal Comune un progetto per la costruzione di edifici commerciali e residenziali, ma poi tutto si è bloccato. La bonifica, molto costosa, si parla di circa 15 milioni da investire, non è praticamente mai cominciata, come raccontano le immagini.

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