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Nel 1937 soltanto un terzo degli americani sosteneva che avrebbe votato per una donna candidata alla presidenza.\r\n\r\nNel 2016 il Primo ministro della Gran Bretagna è Theresa May, la Cancelliera tedesca è Angela Merkel e prossimamente ci potrebbe essere Hillary Clinton alla guida degli Stati Uniti.\r\n\r\nCosa significa questo? Gli atteggiamenti verso le donne sono cambiati? Difficile dirlo. Effettivamente di passi in avanti ce ne sono stati. Basti pensare alla frase “Auguri e figli maschi” espressa nei confronti di chi è in dolce attesa, o a chi annuncia con maggiore orgoglio la nascita di un figlio piuttosto che di una figlia, fenomeni in diminuzione rispetto al passato.\r\n\r\nI pregiudizi sono degli atteggiamenti, dei preconcetti perlopiù negativi, nei confronti di un gruppo e dei singoli membri. Questi atteggiamenti negativi possono nascere dagli stereotipi, ossia da delle generalizzazioni che vengono effettuate su determinati gruppi sociali. I pregiudizi non sono sempre consci: possiamo ripeterci che non abbiamo niente in contrario ad una determinata etnia, ma poi nel concreto e senza farlo appositamente tendiamo a stare lontani da loro. Dopo l’11 settembre l’ostilità nei confronti del mondo arabo è aumentato notevolmente. A livello conscio cerchiamo di distaccarci, di non generalizzare, ma poi se vediamo in giro, in stazione o in aeroporto un uomo con barba e turbante in testa, i pensieri e le battute ironiche che passano per la testa sono innumerevoli.\r\n\r\nPuò succedere la stessa cosa nei confronti del gruppo sociale “donne” ed in particolare in “donne al potere”: c’è chi si oppone radicalmente, chi invece pone piena fiducia in esse, ma poi preferisce essere governato da un uomo. Tra l’altro pregiudizi e stereotipi sono presenti anche all’interno dello stesso gruppo: non sono soltanto gli uomini a preferire uomini al potere, ma anche le donne possono percepire maggiore sicurezza nel sapersi guidate da un uomo.\r\n\r\nQualche mese fa è stato pubblicato uno studio all’interno del “Political Research Quarterly” nel quale è stata effettuata un’indagine che ha visto che i capi di governo donne sono considerate meno in grado di gestire il terrorismo. Le donne verrebbero viste più compassionevoli, più “giuste” nella gestione di problemi riguardanti donne e bambini, mentre gli uomini più predisposti ad occuparsi di affari esteri e difesa. In particolare il sondaggio evidenzia che i leader di sesso femminile sono meno in grado di gestire il terrorismo quando la preoccupazione rispetto ad esso è molto alta.\r\n\r\nI risultati dello studio suggeriscono che le donne possano esser viste meno adatte a gestire situazioni di pericolo, ma una seconda parte dello studio ha visto anche che ad influenzare la scelta non era solo il genere ma anche l’appartenenza al partito democratico o repubblicano.\r\n\r\nQuando dobbiamo spiegare le azioni e i comportamenti non diamo mai risalto ai fattori situazionali, ma è più facile spiegare il comportamento attraverso fattori più evidenti come l’etnia o il sesso perché sono più visibili e più esposti. Il ruolo sociale di “uomo” o di “donna”, differentemente dalla distinzione naturale tra maschio e femmina, si è creato nel tempo, ma questo è difficile da vedere e quindi il comportamento di uomini e donne, le loro attitudini e capacità, vengono attribuite a disposizioni innate, fisse.\r\n\r\nNon è possibile dire che il pregiudizio nei confronti delle donne sia scomparso, non è possibile dire che alcuna forma di giudizio sia scomparsa. Stereotipi e pregiudizi tendono a resistere nel tempo e a rafforzarsi, ma, come si sta vedendo, questo non significa che sia impossibile modificarli.


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