“Un inferno senza scampo. Era difficile persino riconoscere I corpi, divorati dalle fiamme”. Il sindaco di Modugno Nicola Magrone, ricorda così il 24 luglio di un anno fa, quando un’esplosione distrusse l’azienda di fuochi pirotecnici della famiglia Bruscella uccidendo dieci persone. “I modugnesi – racconta Magrone – sono molto legati alla tradizione dei fuochi d’artificio e quell’azienda ha sempre rappresentato un pezzo di storia per la nostra comunità”.\r\n\r\n”Non ho mai incontrato personalmente la famiglia Bruscella, prima della tragedia. Subito dopo tutta l’amministrazione si è stretta attorno alle famiglie delle vittime”. La macchina della solidarietà – infatti – si attivò immediatamente. L’assessorato comunale ai servizi sociali avviò attività di sostegno alle famiglie delle vittime e dei feriti. Anche tramite il prefetto di Bari, Carmela Pagano, il sindaco Magrone e l’assessore comunale ai servizi sociali, Rosa Scardigno, presero contatti con volontari pugliesi della Società italiana di Psicologia dell’Emergenza (Sipem) per coinvolgerli nel sostegno psicologico ai famigliari delle vittime. La stessa amministrazione si fece carico di coordinare ogni intervento per sostenere le loro eventuali esigenze economiche.\r\n\r\nUna tragedia, quindi, che ancora oggi – a distanza di un anno – sembra non aver trovato spiegazioni. Le cause dell’esplosione della fabbrica sono ancora al vaglio della Procura. La pista più accreditata sembra essere quella dell’errore umano che – a detta dell’ex magistrato – resta comunque un errore anche delle istituzioni. “E’ necessario – conclude – avere sempre un occhio vigile su quanto accade intorno a noi perché l’errore di qualcuno diventa anche il nostro, quando è la stessa comunità a pagarne le conseguenze”.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n 

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