I treni di Trenitalia non sono stati dissequestrati, ma il gip del Tribunale di Bari, Francesco Agnino, ha accolto la richiesta dell’azienda di poter avere almeno la facoltà d’uso tenendo chiusi i bagni e impiegando i convogli solo su tratte brevi di massimo 40 minuti. “Trenitalia – fa sapere l’azienda in un comunicato – rimetterà in circolazione i treni nel rispetto dei tempi e delle modalità previsti dal nucleo operativo ecologico dei carabinieri. Trenitalia rassicura inoltre che su tutti gli altri treni regionali in circolazione sul territorio pugliese i servizi igienici restano accessibili”.

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Venerdì scorso la Procura di Bari ha chiesto e ottenuto il sequestro di 8 treni Minuetto e Vivalto: stando alle indagini condotte dal pm Baldo Pisani, i treni “smaltivano illecitamente rifiuti speciali non pericolosi – si legge nel provvedimento di sequestro – quali reflui dei servizi igienici contenuti nei serbatoi, attraverso lo scarico sui binari della tratta ferroviaria gestita da Trenitalia che si attiva quanto la velocità del rotabile supera i 40 chilometri orari”. Secondo la magistratura, i regolamenti europei stabiliscono che “i reflui dei servizi igienici debbano essere smaltiti a bordo dei treni”, ma questo su alcuni convogli più datati non avverrebbe. Nel provvedimento si contesta la violazione del codice dell’ambiente con riferimento allo smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali.

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Trenitalia teme l’effetto a catena, cioè che il provvedimento giudiziario adottato a Bari possa essere “copiato” anche da altri Tribunali. Infatti, l’informativa dei carabinieri del Noe sui treni “Minuetto” e “Vivalto” è stato trasmesso alle Procure di Lecce, Brindisi, Taranto, Trani e Foggia e a quella di Roma: ipoteticamente, quindi, altri convogli potrebbero finire sotto sequestro se gli altri Tribunali dovessero condividere la linea degli investigatori baresi.

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