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Antonio Decaro, sindaco di Bari, presidente nazionale Anci, esponente renziano del Pd rinnova la sua intenzione di voto per il Sì il 4 dicembre con una lunga lettera-dichiarazione sui social\r\n\r\n”Con il massimo, sincero rispetto per chi vota no, vorrei spiegare qui le ragioni del mio SÌ al referendum costituzionale di domenica 4 dicembre.\r\n\r\nIo voto SÌ perché il 16 aprile del 2014 ho presentato una legge sulla mobilità ciclistica in Parlamento che, dopo più di due anni, è arrivata alla Camera ma non so se e quando sarà approvata nel continuo “palleggio” tra la Camera e il Senato. \r\nSe vince il SÌ i tempi medi di approvazione di una legge passeranno da 500 a 40 giorni, e i governi smetteranno di ricorrere all’abuso dei decreti e della fiducia.\r\n

\r\n\r\nIo voto SÌ perché questa riforma non dà nessun potere in più al presidente del Consiglio, anzi, ne dà di più ai cittadini, obbligando il Parlamento a discutere le proposte di legge di iniziativa popolare e abbassando il quorum dei referendum abrogativi.\r\n\r\nIo voto SÌ perché con la riforma costituzionale il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) sarà abolito. Sono dodici anni che faccio politica e non ho ancora capito cosa faccia il CNEL. Però so che ci è costato 1 miliardo di euro e in oltre 50 anni ha sfornato solo 14 disegni di legge, di cui NESSUNO è stato approvato. Quindi, se sarà approvata la mia legge sulla mobilità ciclistica, in soli due anni da parlamentare, io sarò stato più bravo del CNEL, e anche molto meno costoso.\r\n\r\nVoto SÌ perché credo sia giusto che i consiglieri regionali di tutta Italia abbiano uno stipendio che non sia maggiore dello stipendio del sindaco della città capoluogo di regione. Ad oggi ci sono Regioni in cui i consiglieri regionali guadagnano il triplo di un sindaco. Se vince il SÌ gli stipendi dei consiglieri dovranno essere tagliati così come non ci saranno più i soldi per i gruppi politici. Prometto però di offrire una cena ai miei amici consiglieri regionali pugliesi per tirarli su di morale.\r\n\r\nSe vince il SÌ, con la modifica del titolo V, avremo chiarezza su cosa fa lo Stato e su cosa fanno le Regioni, senza confusione e sovrapposizioni. Cosi quando tornerò a fare l’ingegnere all’Anas non dovrò chiedere agli autotrasportatori che hanno magari un trasporto eccezionale da spostare sulla S.S. 16 da Padova ad Otranto un permesso diverso per ogni regione che attraversano.\r\n\r\nVoto SÌ perché se vince il no non è un dramma. Se vince il no, semplicemente, non cambia nulla. Solo che io faccio politica proprio per cambiare le cose. Per me non cambiare nulla è il fallimento della politica. #BastaunSì“.\r\n\r\n

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