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Cinque ore di attesa. In coda, senza una sedia, senza un posto dove ripararsi. Assembrati. Questa la situazione che hanno dovuto affrontare ieri centinaia di persone nel punto vaccinale della Fiera del Levante. Una situazione che si era presentata sin dalla mattina ma alla quale, inspiegabilmente, nessuno delle Istituzioni competenti ha posto rimedio in tempo. E quindi anche nel pomeriggio c’è chi ha atteso cinque ore per un vaccino. A cominciare da centinaia di anziani. Questa la testimonianza di Annamaria Minunno, giornalista, che ieri ha accompagnato la madre proprio in Fiera del Levante.

“Mia madre ha resistito ad ogni tipo di dolore e chi la conosce sa che per lei già passare da una stanza all’altra è una fatica immane – racconta –  Ma ha resistito, lei come altre centinaia di anziani che sono rimasti ad aspettare il loro turno. Quando siamo andate via dovevano ancora vaccinare 100 persone. Non si trattano così gli anziani e i fragili. Non si dà appuntamento a tanti alla stessa ora. Che senso ha?”

“Ce n’erano molti anche più fragili di lei e anche loro, aiutati da figli e nipoti, hanno resistito con dignità e rispetto nei confronti degli altri, ma erano tanti, troppi per stare tutti insieme in un ambiente chiuso. Secondo le norme vigenti e per le ore di attesa, è come averli portati al cinema o a teatro dove però si sarebbero almeno divertiti mentre qui rischiavano solo di ammalarsi – continua Annamaria –  Non è questa la maniera giusta di trattare anziani e fragili. Quando ho accompagnato papà nel Palazzetto dello Sport di Carbonara, ogni prenotato aveva un orario diverso. Cosa è successo questa volta? Dove si è inceppato il meccanismo? Sono arrabbiata e mortificata, come tanti altri baresi in questo momento. E l’unica cosa che mi ha tirata su è stato vedere il volto di mia madre mentre la rivestivo per tornare a casa. Ci siamo guardate negli occhi e ci è venuto da piangere per la gioia e forse anche un po’ per la paura. La paura di vivere in una Regione dove riuscire a vaccinarsi è come vincere una lotteria”.

I volontari presenti hanno cercato di aiutare gli anziani. “Se mamma è riuscita a sedersi un po’ anche fuori, se nessuno è riuscito a saltare la fila perché ci hanno provato, se non ci sono state risse e discussioni, è stato merito dei volontari e del personale lì presente – continua il racconto – c’era un ragazzo che portava personalmente le sedie a chi non poteva camminare. Ma è lasciato tutto alla buona volontà di chi è sul posto e non può essere sempre così”. C’è chi sta pensando anche di presentare un esposto in Procura.

Noi invece ci chiediamo: come mai, dopo i disagi della mattina, nessuno ha cercato di porre rimedio a questa situazione? Non basta inviare comunicati o scrivere sui social che ieri sono state fatte migliaia di vaccinazioni, la dignità umana viene prima di tutto e ieri quella dignità, quella di centinaia di anziani che sicuramente non possono stare in piedi per ore, è stata calpestata.


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