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Bari strega la stampa con il suo fascino intramontabile “che profuma di mare e di forno”. E continua a conquistare tutti

Dai grandi network esteri alle testate di viaggio più lette in Italia, continua il flusso di elogi per il modello a misura di pedone della città vecchia

Pubblicato da: Adalisa Mei | Gio, 4 Giugno 2026 - 16:36
Lungomare Bari
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Non si arresta l’onda lunga di apprezzamenti da parte della stampa nazionale e internazionale per Bari, ormai stabilmente inserita tra le mete imperdibili per chi cerca un’esperienza di viaggio autentica e a passo lento. L’ultima importante vetrina in ordine di tempo arriva da The Wom Travel, testata di riferimento nel mondo del turismo e del lifestyle, che ha dedicato un ampio reportage al capoluogo pugliese, esaltandone la capacità di unire tradizione radicata e vivacità contemporanea. Un coro di elogi mediatici che conferma come Bari abbia saputo trasformare la propria identità in un brand turistico globale di altissimo livello.

Il racconto giornalistico parte da un’immagine sensoriale immediata: “All’alba Bari profuma di mare e di forno”. Sul lungomare si vedono i gozzi blu e verdi che rientrano, al porto vecchio i pescatori sistemano cassette e richiami, mentre nei vicoli di pietra le signore stendono panni bianchi accanto ai tavolieri di legno coperti di orecchiette. “In uno spazio compatto, che si gira comodamente a piedi – sottolinea la testata – la città mette insieme romanico pugliese, vita di quartiere, palazzi liberty e una cucina che resta in mente per mesi”. La stampa specializzata loda in particolare la perfetta accessibilità del capoluogo, ideale per “un itinerario pensato per un giorno a Bari, con passo lento ma deciso, includendo i luoghi simbolo e qualche deviazione da insider, sempre senza usare l’auto”. Bari si presenta come uno snodo cruciale del Sud Italia facile da raggiungere: l’aeroporto è collegato al centro da mezzi pubblici e treni, mentre la stazione ferroviaria è inserita nel pieno tessuto urbano, a breve distanza sia dal quartiere Murattiano che dal mare. Per chi viaggia in macchina, l’efficienza dei parcheggi di scambio collegati ai servizi di navetta urbana permette di azzerare lo stress del traffico e godersi il centro a piedi tutto l’anno, grazie a un clima mite che rende piacevole la visita in ogni stagione.

Il percorso celebrato dai media parte dalle mura antiche e dal Castello Normanno-Svevo, la fortezza che sorveglia l’ingresso alla città vecchia. “Le pietre chiare, le torri possenti e il fossato raccontano secoli di passaggi: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, le trasformazioni del Cinquecento”. Da qui, basta attraversare la strada per imbattersi nei primi stendini carichi di pasta fresca e infilarsi in via dell’Arco Basso, la celebre “via delle orecchiette”. Su tavole di legno poste a livello degli occhi, le donne del quartiere lavorano semola e acqua con gesti rapidi e precisi: “Alcune parlano con i passanti, altre vendono sacchetti di pasta ai viaggiatori. Qui si capisce quanto la tradizione domestica sia ancora parte del quotidiano”. Proseguendo nel dedalo di vicoli bianchi, si incontrano i giganti dell’architettura sacra: prima la Cattedrale di San Sabino, esempio perfetto di romanico pugliese, e poi la Basilica di San Nicola. “La facciata massiccia, i portali scolpiti, la sovrapposizione di lingue e accenti dei visitatori raccontano l’importanza del santuario” dove riposano le reliquie del Santo, venerato sia da cattolici che da ortodossi.

L’itinerario si sposta poi verso il porto vecchio, nell’area che i baresi chiamano N’dèrr’a la lanze. Tra lo storico Teatro Margherita – ex struttura su palafitte oggi polo culturale – e il celebre chiosco del molo, si concentra la Bari marinara. Qui i pescatori offrono i frutti di mare e “qualcuno “lavora” il polpo sbattendolo su pietra per ammorbidirlo. Il tutto con sullo sfondo il mare che luccica e il profilo dei lampioni del lungomare”. Infine, la stampa esalta i pilastri della gastronomia di strada, ricordando che “la pausa pranzo a Bari non è solo necessità: è parte integrante dell’esperienza”. A dominare è il profumo della focaccia barese perennemente calda che esce dai panifici storici della città vecchia, come Fiore e Santa Rita. Un concentrato di impasto morbido, pomodori schiacciati e olive nere da gustare seduti su uno scalino, prima di concludere la giornata con una passeggiata sulla Muraglia, “la passeggiata sopra le antiche mura che affaccia da un lato sui tetti della città vecchia e dall’altro sull’Adriatico”. Una narrazione che unisce storia, gusto e sostenibilità, spiegando chiaramente perché Bari continui a essere la città più amata dai reporter di tutto il mondo.

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