I posti di sostegno assegnati a docenti precari nelle scuole statali italiane sono quasi quadruplicati nell’ultimo decennio. È quanto emerge da un’analisi di Tuttoscuola basata sui dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che evidenzia come le cattedre di sostegno cosiddette “in deroga” siano passate da 33.371 nell’anno scolastico 2015/2016 a 125.462 nel 2024/2025, con un incremento del 276%.
Si tratta di posti autorizzati annualmente per rispondere alle esigenze degli alunni con disabilità ma che, pur essendo necessari in modo strutturale, continuano a essere considerati temporanei dalla normativa vigente. Per questo motivo vengono assegnati esclusivamente a docenti con contratto a tempo determinato e non possono essere trasformati in posti stabili dell’organico.
Secondo lo studio, il numero delle cattedre in deroga è cresciuto costantemente negli ultimi dieci anni, con un aumento complessivo di oltre 92mila posti e una media di circa 9-10mila nuove unità ogni anno. Se non interverranno modifiche legislative, il trend è destinato a proseguire anche nei prossimi anni.
L’incremento del precariato nel sostegno ha ricadute dirette soprattutto sugli studenti con disabilità. Le stime di Tuttoscuola indicano che, sui circa 350mila alunni con disabilità presenti nelle scuole statali, almeno 125mila hanno avuto nell’ultimo anno scolastico un insegnante di sostegno diverso rispetto all’anno precedente. Un dato che sarebbe stato ancora più elevato senza la conferma di circa 46mila supplenti richiesta dalle famiglie e introdotta dal ministro Giuseppe Valditara per favorire la continuità didattica.
L’analisi evidenzia anche forti differenze territoriali. La crescita dei posti in deroga è risultata particolarmente significativa nel Mezzogiorno, che oggi concentra oltre il 36% del totale nazionale. La Sicilia registra l’aumento più marcato: dai 1.383 posti del 2015/2016 ai 12.359 dell’anno scolastico 2024/2025, con una crescita del 794%. Più contenuto, ma comunque rilevante, l’incremento registrato in Lombardia, dove nello stesso periodo i posti sono aumentati del 146%. Secondo Tuttoscuola, il sistema continua così a poggiare su un elevato numero di incarichi temporanei che rischiano di compromettere la continuità educativa degli studenti più fragili e di alimentare ulteriormente il fenomeno del precariato nella scuola italiana.
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