Al via a Bari la campagna di recupero della morosità relativa al servizio di refezione scolastica per gli anni compresi tra il 2018 e il 2023. A comunicarlo è la ripartizione Politiche educative e giovanili del Comune, nel mese di chiusura delle attività scolastiche per l’anno 2025/2026.
L’amministrazione ricorda che sul portale egov.comune.bari.it sono disponibili i dati relativi ai pasti consumati, ai pagamenti effettuati dalle famiglie e alle eventuali situazioni debitorie a partire dall’anno scolastico 2023/2024. Per verificare la propria posizione è necessario accedere al portale tramite SPID o CIE, entrare nella sezione “La mia scrivania”, selezionare “Sportello Scolastico”, poi “Fascicolo dello Studente” e infine “Mensa”. Parallelamente, il Comune ha avviato l’attività di recupero delle somme non versate per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. Le posizioni debitorie individuate sono complessivamente 3.043.
I cittadini interessati riceveranno una diffida al pagamento da parte dell’Ufficio Refezione scolastica. Nella comunicazione saranno indicati i pasti consumati, il costo complessivo, l’importo già pagato, quello ancora dovuto e gli interessi legali da corrispondere. Alla diffida sarà allegato un avviso di pagamento con scadenza fissata al 15 settembre 2026. In caso di discordanza tra la documentazione in possesso dell’amministrazione e quella del cittadino, sarà possibile presentare un’istanza di revisione del debito. La richiesta, corredata dalla documentazione necessaria, comporterà la sospensione dei termini di pagamento fino al riscontro da parte dell’ufficio.
L’istanza potrà essere inviata all’indirizzo debitomensascolastica@comune.bari.it oppure depositata presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico della ripartizione Politiche educative e giovanili, in via Venezia 41. In caso di necessità, sarà possibile anche prenotare un appuntamento con l’Ufficio Refezione scolastica tramite l’Urp. “Abbiamo avviato un’importante azione di recupero crediti, doverosa e necessaria in primis per la tutela del patrimonio pubblico e per la salvaguardia delle casse comunali”, spiega l’assessore alla Conoscenza, Vito Lacoppola. Secondo l’assessore, la campagna ha anche un valore culturale, in continuità con quanto dichiarato dall’amministrazione all’inizio dell’anno scolastico, quando era stata ribadita la necessità di non tollerare situazioni di irregolarità.
Lacoppola sottolinea che la refezione scolastica rappresenta uno dei pilastri del diritto allo studio, oltre a essere un momento di socializzazione, integrazione e promozione di una corretta alimentazione. Tuttavia, pur trattandosi di una prestazione a rilevanza economica, negli anni si sarebbe diffusa in una parte dell’utenza l’errata convinzione che fosse un servizio assistenziale e gratuito anche per chi, in base al reddito, non ha diritto all’esenzione prevista dal regolamento. L’amministrazione ricorda inoltre di aver aperto nel corso dell’anno diverse finestre temporali per sollecitare l’iscrizione al servizio, anche a tutela dei bambini con eventuali allergie o intolleranze, che devono essere dichiarate attraverso l’iscrizione e la richiesta di dieta speciale.
“Se da un lato gli utenti chiedono miglioramenti sul servizio, dall’altro bisogna considerare la refezione come una prestazione a tariffa individuale e a rilevanza economica, che impatta in maniera pesante sul nostro bilancio e quindi sull’intera comunità”, aggiunge Lacoppola. Per l’assessore, non è più possibile lasciare aperte posizioni debitorie non sanate “a svantaggio di migliaia di famiglie che con puntualità e rispetto del bene comune pagano la mensa regolarmente”.
Il Comune precisa che, se il debito non supera i 500 euro e riguarda una posizione con Isee in corso di validità non superiore a 19mila euro, sarà possibile richiedere la rateizzazione. La domanda potrà essere presentata via Pec, tramite posta elettronica, a mano presso l’Urp di via Venezia 41 o con raccomandata indirizzata alla ripartizione Politiche educative e giovanili. Le morosità oggetto di accertamento potranno inoltre rientrare nella definizione agevolata, dopo l’approvazione dell’apposito regolamento da parte del Consiglio comunale, qualora il cittadino presenti istanza di accesso.
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