Le province di Bari e Bat si confermano il principale motore dell’export pugliese. Nel 2025 le due province hanno esportato merci per un valore di 5,1 miliardi di euro, oltre la metà dei 9,9 miliardi complessivi registrati dalla Puglia, che ha chiuso l’anno con una crescita del 2,6% rispetto al 2024.
I dati evidenziano il ruolo centrale del territorio nell’economia regionale e nella capacità delle imprese pugliesi di competere sui mercati internazionali. La Puglia rappresenta oggi circa l’1,5% dell’export nazionale, collocandosi al tredicesimo posto tra le regioni italiane. Tra i comparti trainanti spicca l’agroalimentare, che secondo i dati del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale rappresenta circa il 30% delle esportazioni regionali, confermando la crescente domanda internazionale di prodotti legati al Made in Puglia.
“I dati confermano la vocazione delle imprese pugliesi a competere sui mercati esteri e la capacità di performare positivamente anche in una fase caratterizzata da incertezze economiche e geopolitiche – dichiara il presidente di Confagricoltura Bari-BAT, Massimiliano Del Core – Il sistema agroalimentare continua a rappresentare uno dei principali punti di forza della nostra economia. Le produzioni agricole e alimentari esprimono qualità, sicurezza, sostenibilità e identità territoriale, elementi sempre più apprezzati dai consumatori internazionali”.
“Il fatto che le filiere agricole ed il sistema agroalimentare delle province di Bari e BAT contribuisca per oltre la metà dell’export regionale – prosegue Del Core – dimostra la vitalità del nostro tessuto imprenditoriale. Occorre continuare a investire in innovazione, logistica, internazionalizzazione e promozione del Made in Italy per consolidare e ampliare la presenza delle nostre imprese sui mercati esteri. L’export non rappresenta soltanto un indicatore economico, ma uno strumento fondamentale per creare valore, occupazione e sviluppo lungo tutta la filiera agroalimentare”. Per Confagricoltura Bari-Bat il rafforzamento della competitività internazionale delle imprese agricole passa anche attraverso investimenti in innovazione, digitalizzazione, aggregazione e apertura verso nuovi mercati, con il sostegno delle istituzioni regionali e nazionali.
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