È stato presentato presso Isolato 47 a Bari Vecchia, il progetto dell’Istituto Confucio di Bari, che sarà inaugurato il prossimo ottobre dal Politecnico di Bari nell’ambito della collaborazione con la South China University of Technology (SCUT) di Guangzhou.
All’incontro hanno partecipato il sindaco Vito Leccese, il rettore del Politecnico di Bari Umberto Fratino, l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro Eugenio Di Sciascio, il ministro consigliere Li Xiaoyong, incaricato d’Affari ad interim dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, la direttrice cinese dell’Istituto Confucio di Bari Guiping Hu e numerose rappresentanze istituzionali e accademiche.
L’Istituto Confucio è un organismo internazionale dedicato alla promozione della lingua e della cultura cinese, nato attraverso accordi tra università cinesi e atenei stranieri. Oltre all’insegnamento della lingua, promuove attività culturali, scientifiche e formative, favorendo il dialogo tra sistemi universitari, comunità locali e realtà economiche dei Paesi coinvolti.
In Italia ce ne sono già tredici ma solo un altro al Sud Italia.
L’apertura della sede barese rappresenta il primo Istituto Confucio della Puglia e si inserisce nel percorso di collaborazione tra il Politecnico di Bari e la South China University of Technology, rafforzando ulteriormente il rapporto di amicizia che lega Bari e Guangzhou, città gemellate da quarant’anni.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il valore strategico dell’iniziativa sul piano culturale, accademico e scientifico, nonché il suo potenziale nel favorire nuove opportunità di cooperazione internazionale, scambi universitari e relazioni economiche tra Italia e Cina.
“Lo sviluppo delle relazioni internazionali rappresenta uno degli obiettivi strategici per la crescita del nostro Ateneo. L’Istituto Confucio sarà uno straordinario strumento di promozione della lingua e della cultura cinese nel nostro territorio e contribuirà a rafforzare una collaborazione già consolidata con la South China University of Technology. Bari e il suo Politecnico vogliono continuare a essere un ponte tra Oriente e Occidente, nel segno dell’accoglienza, della conoscenza e della ricerca condivisa”, ha dichiarato il rettore del Politecnico di Bari Umberto Fratino.
“Credo che, in un mondo sempre più interconnesso ma purtroppo ancora segnato da nazionalismi, conflitti e radicalizzazioni, iniziative come questa rappresentino un piccolo ma significativo tassello nella costruzione di una cultura della pace – ha commentato il sindaco Vito Leccese -. La conoscenza reciproca tra popoli e culture favorisce il dialogo, riduce le incomprensioni e crea le condizioni per nuove forme di cooperazione scientifica, culturale ed economica. Bari, per storia e vocazione, è una città aperta all’incontro tra civiltà diverse e guarda con interesse a ogni occasione di confronto capace di generare opportunità, sviluppo e relazioni durature”.
“La lingua cinese è una finestra attraverso cui il mondo può conoscere la Cina, mentre la cultura rappresenta un ponte che favorisce il dialogo e la comprensione reciproca tra Oriente e Occidente – ha dichiarato Li Xiaoyong, incaricato d’Affari ad interim dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia -. La nascita dell’Istituto Confucio di Bari costituisce un importante risultato della cooperazione educativa tra Cina e Italia e un nuovo strumento per rafforzare gli scambi culturali, accademici e umani tra i nostri due Paesi. Siamo certi che contribuirà a consolidare ulteriormente il rapporto di amicizia tra Bari e Guangzhou e ad ampliare le opportunità di collaborazione tra le rispettive comunità”.
“L’istituto Confucio nato dall’accordo tra Politecnico e SCUT, una delle più importanti università nei ranking mondiali, nasce dalla lunga storia del gemellaggio tra Bari e Guanzhou – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Eugenio Di Sciascio -. Esso rappresenta non solo un luogo dedicato alla diffusione della lingua e della cultura cinese, ma una piattaforma permanente per rafforzare le collaborazioni culturali, scientifiche, accademiche, industriali e commerciali tra i nostri territori. Per questo considero la giornata di oggi non un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo percorso di cooperazione e crescita condivisa. In un contesto internazionale sempre più complesso, abbiamo il dovere di costruire ponti di dialogo, amicizia e pace. Bari e la Puglia, per storia e vocazione, sono da sempre una porta verso l’Oriente, un luogo di incontro, scambio e contaminazione positiva tra popoli e culture diverse: è su questa tradizione che vogliamo continuare a investire guardando al futuro”.