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“L’aiuto che ci è stato richiesto da parte delle famiglie non è propriamente su lacune in materie specifiche, quanto la necessità di avere una figura che potesse supportare con costanza bambini e ragazzi”. A raccontarlo è Clelia Suriano, volontaria di Zona Franka, che assieme ad altri studenti e lavoratori sta portando avanti un’iniziativa volta ad offrire supporto agli alunni delle scuole elementari e medie. “Doposcuola sociale”, questo il nome dell’iniziativa che ha come obiettivo quello di essere presenti nel percorso degli studenti alle prese con una fase complessa sul fronte scuola.

Con l’emergenza sanitaria, ma anche con il protrarsi della stessa, sono diverse le difficoltà in cui si sono imbattute le famiglie. Dalla didattica completamente stravolta a causa della modalità a distanza, sino ad arrivare alle problematiche relative alla mancanza di strumenti a disposizione da parte delle stesse (spesso anche a causa della necessità dei genitori di dover lavorare in smart working dovendo condividere pc o tablet), ma non solo. Anche gli istituti non sono spesso in condizioni di garantire un servizio costante a causa di problematiche relative a reti obsolete. Sono solo alcune delle difficoltà sottolineate dai volontari per i quali “La pandemia ha esasperato una serie di condizioni già visibili facendo emergere diverse problematiche”, compromettendo, di fatto, la possibilità di garantire equamente il diritto allo studio.

“Non tutte le famiglie hanno gli stessi strumenti a disposizione o hanno accesso alle tecnologie dell’informazione nello stesso modo – ha commentato Suriano – anche in vista di ciò e delle difficoltà che bambini e ragazzi potessero vivere con questa modalità di didattica a distanza abbiamo pensato che garantire un supporto ulteriore potesse essere utile per colmare lacune o per supportare nello studio quotidiano gli studenti. L’idea è diventata molto più forte nel momento in cui ci siamo trovati con il protrarsi dell’emergenza sanitaria” – ha spiegato. L’iniziativa, del tutto gratuita, si svolge attualmente online e si rivolge, come già detto, a bambini e ragazzi di scuola elementare e media. Nello specifico, sono 10 le famiglie seguite dai volontari. I bambini, alcuni del barese, altri di zone limitrofe, sono attualmente di seconda, terza e quinta elementare, ma anche di prima e terza media. I volontari, venti per l’esattezza, stanno supportando gli studenti soprattutto in materie come inglese e matematica, ma non solo.

“L’aiuto che ci è stato richiesto da parte delle famiglie non è propriamente legato a lacune in materie specifiche, ma alla necessità di avere una figura di riferimento – ha spiegato Suriano – probabilmente per via del fatto che molti genitori, essendo alle prese con lo smart working non possono dedicarsi a pieno ai  propri ragazzi.  In tanti si sono visti privare del piacere di imparare in classe, di stare a contatto con i propri compagni, di vivere la collettività quotidiana, perché è venuto meno anche il contatto diretto con i docenti, quindi ci siamo resi conto che potesse essere utile garantire supporto scolastico pomeridiano” – ha sottolineato. Partecipare è semplice: sia che si scelga di offrire il proprio tempo in qualità di volontari, sia che si voglia usufruire del servizio di supporto, basterà contattare i ragazzi e le ragazze dell’associazione per prendere accordi sulle modalità in cui si svolgeranno gli incontri (rigorosamente online).

“Ci auguriamo di poter tornare tra i banchi di scuola il prima possibile – ha commentato ancora Suriano – ma la nostra posizione è ferma sulla didattica a distanza fino a quando non ci saranno le condizioni per poter tornare in sicurezza in presenza. Speriamo che lo Stato si assuma una serie di responsabilità per poter garantire supporto alle famiglie e agli studenti in difficoltà” – ha concluso.


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