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Bari, l’Università del capoluogo prima in Italia per borse di studio destinate a studenti rifugiati

Ecco il bilancio del programma nazionale attivo dal 2016

Pubblicato da: redazione | Mer, 3 Giugno 2026 - 16:32
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L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro si conferma l’ateneo italiano con il maggior numero di borse di studio assegnate a studenti rifugiati o titolari di protezione internazionale, sussidiaria o temporanea.  A renderlo noto è la stessa università, sulla base dei dati diffusi dalla Fondazione CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), che ha tracciato il bilancio del programma nazionale attivo dal 2016. Solo nell’anno accademico 2025-2026, UniBa ha assegnato 20 borse di studio, il numero più alto registrato tra gli atenei italiani, raggiungendo complessivamente quota 146 beneficiari nell’arco degli ultimi dieci anni.

Secondo il report della Fondazione CRUI, dall’anno accademico 2016-2017 sono state complessivamente erogate 837 borse di studio in 66 università italiane, consentendo a studenti provenienti da oltre 70 Paesi di accedere alla formazione universitaria. Nell’ultimo bando nazionale, che prevedeva l’assegnazione di 100 borse di studio, l’Università di Bari ha accolto 20 studenti, di cui 14 donne e 6 uomini. Tra i beneficiari figurano nove studenti provenienti dall’Ucraina, quattro dall’Afghanistan, tre dal Camerun, due dall’Iran, uno dalla Palestina e uno dalla Guinea.

Gli studenti sono iscritti a 20 corsi di laurea, di cui 13 triennali e 7 magistrali. Le borse vengono rinnovate annualmente sulla base dei risultati accademici e dei crediti formativi acquisiti, accompagnando gli studenti fino al completamento del percorso universitario.  “Continueremo a investire per ampliare queste opportunità e renderle strutturali”, ha dichiarato il rettore Roberto Bellotti. “L’inclusione non è un principio astratto, ma una responsabilità concreta dell’Università. A Bari abbiamo scelto di trasformarla in risultati misurabili, offrendo a chi ha dovuto interrompere il proprio percorso una nuova possibilità di futuro, fondata sul merito e sul riconoscimento delle competenze”.

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