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Soldi pubblici usati per fini personali, sequestrati beni per 1,3 milioni di euro tra Bari e Foggia

Tre persone indagate per il reato di peculato

Pubblicato da: redazione | Mer, 3 Giugno 2026 - 17:29
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La Guardia di Finanza di Bari ha eseguito, nelle province di Bari e Foggia, un decreto di sequestro preventivo di denaro, beni mobili e immobili per un valore complessivo superiore a 1,3 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica.

L’inchiesta riguarda tre persone indagate, a vario titolo e in concorso tra loro, per il reato di peculato. Secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero distratto risorse pubbliche dai bilanci dell’Agenzia Regionale del Turismo della Regione Puglia. L’operazione rappresenta un nuovo sviluppo dell’indagine che, tra il 2024 e il 2025, aveva già portato all’esecuzione di tre distinti sequestri per un valore complessivo superiore a 1,2 milioni di euro.

Gli ulteriori approfondimenti investigativi, condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, si sono concentrati sul presunto utilizzo sistematico di denaro pubblico per finalità personali da parte dell’allora direttore generale ad interim dell’Agenzia, nel frattempo deceduto, con il coinvolgimento dell’ex responsabile dell’Ufficio Paghe e Pagamenti.

Le verifiche, svolte anche con il supporto della stessa Agenzia regionale, avrebbero consentito di individuare ulteriori somme corrisposte sotto forma di emolumenti stipendiali e compensi “fuori busta”, ritenuti dagli investigatori privi di giustificazione e nettamente superiori rispetto a quanto previsto dall’inquadramento contrattuale e dalle mansioni effettivamente svolte. Secondo la ricostruzione della Procura, le condotte contestate si inserirebbero in un sistema consolidato che, tra il 2017 e il 2023, avrebbe consentito agli indagati di appropriarsi di oltre 2,5 milioni di euro di fondi pubblici, utilizzati per finalità esclusivamente personali.

L’attività investigativa ha portato complessivamente a contestazioni nei confronti di 13 persone, tra cui quattro pubblici ufficiali. Tutti sono stati destinatari di provvedimenti di sequestro. Tra gli indagati figurano anche familiari e soggetti privati che, secondo gli inquirenti, avrebbero contribuito a occultare l’origine illecita delle somme ricevute e a reimpiegare beni acquistati con denaro pubblico in attività economiche.

La Guardia di Finanza sottolinea come l’operazione si inserisca nell’attività di contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione e di tutela delle risorse pubbliche. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le persone coinvolte sono da considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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