Nuove tensioni sulla vertenza Natuzzi. A intervenire sugli ultimi sviluppi è la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, che punta il dito contro il management dell’azienda accusandolo di non aver rispettato gli impegni assunti durante i confronti istituzionali. “L’atteggiamento del management Natuzzi, incapace ancora una volta di mantenere gli accordi paventati ai tavoli istituzionali, è gravissimo”, dichiara Bucci. “Non si gioca con il lavoro e la vita di migliaia di lavoratori e lavoratrici, ai quali manifestiamo ancora una volta vicinanza e sostegno nella difficile vertenza che li vede loro malgrado protagonisti”.
Al centro delle critiche ci sono la chiusura di alcuni stabilimenti e il trasferimento di parte delle produzioni all’estero, decisioni che secondo il sindacato contraddirebbero gli impegni assunti nei confronti delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni. “La chiusura di stabilimenti e il trasferimento di parte delle produzioni all’estero tradisce gli impegni presi, con decisioni unilaterali che si fanno beffa del ruolo della rappresentanza sindacale e dello stesso lavoro di mediazione di Ministero e Regione Puglia”, aggiunge la segretaria generale della Cgil regionale.
La Cgil chiede quindi un nuovo intervento delle istituzioni affinché venga garantito il rispetto degli accordi e la tutela dei livelli occupazionali. “Chiediamo alle istituzioni ancora una volta di svolgere fino in fondo il proprio ruolo di mediazione nei confronti di un’azienda che ha beneficiato di ingenti contributi pubblici e che da vent’anni ricorre in modo sistematico alla cassa integrazione”, sottolinea Bucci. Il sindacato annuncia inoltre il proprio sostegno alle eventuali iniziative che saranno decise dai lavoratori e dalle categorie coinvolte nella vertenza.
“Da parte nostra sosterremo ogni decisione che lavoratori, rappresentanze sindacali e categorie vorranno assumere rispetto a una lotta e una mobilitazione ancora più dura, che deve andare oltre i cancelli degli stabilimenti perché investe e chiama in causa il futuro occupazionale dei nostri territori e la loro vocazione manifatturiera. La Puglia è pronta a fare la sua parte”, conclude la segretaria generale della Cgil Puglia.
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