Milano resta alla guida della Rete Italiana Città Sane dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La conferma è arrivata all’unanimità e rinnova il ruolo del capoluogo lombardo alla presidenza dell’associazione che riunisce i Comuni impegnati nella promozione della salute urbana secondo il modello dell’Oms.
La nomina arriva in un contesto segnato da profonde trasformazioni sociali e demografiche. Oltre il 70% dei cittadini dell’Unione Europea vive infatti in aree urbane, ambienti nei quali fattori come inquinamento atmosferico e acustico, difficoltà nella mobilità attiva, riduzione delle relazioni sociali e carenza di spazi pubblici possono incidere in maniera significativa sulla salute e sul benessere delle persone.
A rendere ancora più complessa la sfida è il progressivo invecchiamento della popolazione italiana. Secondo gli ultimi dati, nel 2024 l’indice di vecchiaia ha raggiunto quota 208, con oltre 208 persone con più di 65 anni ogni 100 giovani tra 0 e 14 anni. “La città deve essere riconosciuta come protagonista della produzione di salute”, ha dichiarato il presidente nazionale della Rete Città Sane-Oms, Lamberto Bertolé. “Casa, ambiente, mobilità, scuola, lavoro, alimentazione, relazioni sociali, spazi pubblici e servizi di prossimità sono determinanti decisivi per la salute dei cittadini. Per questo i Comuni hanno un ruolo essenziale”.
Secondo Bertolé, l’obiettivo non è soltanto migliorare le cure, ma creare condizioni che permettano alle persone di vivere meglio e più a lungo, riducendo le disuguaglianze. “Le città possono diventare luoghi capaci di generare benessere, prevenzione, inclusione, autonomia e qualità della vita”, ha concluso.
La conferma di Milano alla guida della rete rappresenta dunque un segnale di continuità per le politiche orientate alla salute urbana, in una fase in cui le amministrazioni locali sono chiamate a confrontarsi con nuove esigenze legate all’invecchiamento della popolazione, alla sostenibilità ambientale e alla qualità della vita nei centri urbani.
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