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Bari, la Cisl Puglia alza la voce: “La regione cresce poco, servono investimenti”

Oggi a Bari il Consiglio generale

Pubblicato da: redazione | Lun, 15 Giugno 2026 - 16:12
Fumamorola Cisl
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Si è svolto oggi il Consiglio generale della Cisl Puglia, un appuntamento che ha riunito i vertici regionali e nazionali del sindacato per fare il punto sulla situazione economica e sociale della regione. Tra i presenti la segretaria generale nazionale, Daniela Fumarola, e il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci. Al centro dei lavori i temi della contrattazione, della partecipazione e dello sviluppo, declinati alla luce della situazione internazionale, dei dati economici in chiaroscuro, delle vertenze che coinvolgono ancora numerose imprese del territorio e del deficit del sistema sanitario regionale.
Nel suo intervento, Daniela Fumarola è partita dai recenti dati della Banca d’Italia sull’economia regionale, sottolineando che la Puglia “continua a crescere, ma con intensità limitata per la debolezza dei consumi, le tensioni internazionali e le difficoltà che attraversano alcuni comparti strategici” e che “una delle sfide più importanti riguarda il sistema industriale regionale, che vive con particolare intensità le trasformazioni che stanno attraversando l’economia europea e globale”.
La segretaria generale ha poi richiamato alcune delle vertenze più complesse del territorio, a partire da quella dell’ex Ilva di Taranto, che “continua a rappresentare uno dei principali banchi di prova per l’intero Paese”. Secondo Fumarola, “non siamo davanti soltanto a una vertenza aziendale: Taranto è il punto nel quale si incontrano industria, lavoro, ambiente, salute, sicurezza, politica energetica e sviluppo. Per questo non possiamo accettare che il futuro di un sito strategico continui a essere segnato dall’incertezza. Occorre fare chiarezza sugli assetti futuri e definire rapidamente una prospettiva industriale credibile, capace di garantire continuità produttiva, investimenti, innovazione e occupazione”. Quanto alla situazione del gruppo Natuzzi, ha precisato che “dietro questa vertenza non c’è solo il destino di un marchio storico. Ci sono migliaia di lavoratrici e lavoratori, competenze professionali, territori che hanno contribuito a costruire una delle più importanti esperienze industriali della manifattura pugliese e del Mezzogiorno”.
Tra i temi affrontati anche quello del caporalato, che per Fumarola “deve restare una priorità assoluta. Servono controlli rigorosi e repressione delle illegalità, ma non basta. La lotta allo sfruttamento si vince anche costruendo condizioni diverse. Trasporti sicuri, accoglienza dignitosa, intermediazione regolare della manodopera, contrattazione, inclusione sociale, presenza dello Stato nei territori”. Sul fronte della sicurezza sui luoghi di lavoro, la segretaria generale ha ricordato che “i quasi 28mila infortuni denunciati e le 71 vittime registrate in Puglia nel 2025 ci ricordano che non siamo davanti a fatalità, ma a un nodo strutturale che riguarda organizzazione del lavoro, prevenzione, formazione e responsabilità d’impresa. Per questo occorre rafforzare controlli, vigilanza e formazione continua, ma anche la partecipazione dei lavoratori”.
Anche la sanità regionale è stata al centro dell’intervento di Fumarola, che ha sottolineato come “le liste d’attesa pesano e in molti territori si avverte il bisogno di una presenza più forte della medicina territoriale. Le istituzioni hanno il compito di rafforzare il confronto con le organizzazioni sindacali, di accompagnare le riforme con un piano straordinario di assunzioni reale, di accelerare la realizzazione delle case e degli ospedali di comunità previsti dal Pnrr e di garantire un monitoraggio trasparente dei tempi di erogazione delle prestazioni”. Spazio anche al tema delle nuove generazioni: “La Puglia continua a formare ragazze e ragazzi preparati. Troppi di loro, però, sono costretti ad andarsene per costruire percorsi professionali in altre regioni o all’estero. Non è soltanto una questione occupazionale, è una questione che riguarda il futuro stesso delle comunità. La sfida non è semplicemente aumentare il numero dei posti di lavoro, ma rendere il lavoro più stabile, più qualificato, meglio retribuito, maggiormente capace di valorizzare le competenze. È creare contesti nei quali una persona possa scegliere di restare perché vede una prospettiva per sé e per la propria famiglia”. Infine, Fumarola ha richiamato la necessità di “accelerare gli investimenti, migliorare i collegamenti, rafforzare le reti materiali e immateriali che consentono alle imprese di competere e ai territori di crescere in modo equilibrato. Perché la competitività non dipende soltanto dalla capacità delle singole aziende, ma dalla qualità dell’ecosistema nel quale operano”.
Nella sua relazione, il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, ha richiamato innanzi tutto l’attenzione sulla necessità, in una fase complessa a livello nazionale e internazionale, di scegliere “la via del confronto e della costruzione di soluzioni concrete”, nel solco dell’approvazione della legge sulla partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese, che ha definito una “conquista storica”, perché riconosce il principio della “valorizzazione del contributo delle persone ai processi produttivi e alle scelte aziendali”. Castellucci ha posto l’accento sulla necessità di costruire un “patto sociale fondato su sviluppo, lavoro, partecipazione e coesione” e di rilanciare la politica industriale della regione: “La transizione energetica deve essere accompagnata da una forte politica industriale. Gli obiettivi ambientali e quelli occupazionali non possono essere contrapposti. La sostenibilità deve essere al tempo stesso ambientale, economica e sociale”.
Il segretario generale ha inoltre ricordato che “fra sfide che interessano la Puglia, quella demografica rappresenta probabilmente la più rilevante per le sue implicazioni economiche, sociali e occupazionali. La diminuzione della popolazione residente, l’invecchiamento progressivo della società e la continua emigrazione di giovani qualificati stanno producendo effetti significativi sul mercato del lavoro, sulla tenuta dei servizi e sulla competitività dei territori, incidendo sulla sostenibilità del welfare e sulle prospettive di sviluppo della regione”. Per contrastare questa tendenza occorrono “politiche integrate capaci di rafforzare sanità, mobilità, servizi pubblici, infrastrutture e opportunità occupazionali”. Castellucci ha aggiunto che “non basta aumentare il numero degli occupati: occorre creare lavoro stabile, qualificato e coerente con il livello di formazione delle nuove generazioni”, e che è necessario contrastare “la fuga dei talenti rafforzando il rapporto tra università, ricerca e imprese, favorendo la crescita delle filiere innovative e creando condizioni occupazionali in grado di valorizzare le competenze presenti sul territorio”. Ma è prioritario, al tempo stesso, contrastare il divario di genere intervenendo “sui principali ostacoli che limitano la partecipazione femminile: carenza di servizi di conciliazione, disparità retributive, difficoltà di accesso a percorsi professionali qualificati e permanenza di stereotipi culturali”.
Tra le altre priorità indicate da Castellucci, “proseguire nel potenziamento della rete ferroviaria, della logistica portuale e intermodale, delle connessioni digitali e dei collegamenti tra le diverse aree, superando i divari che ancora limitano lo sviluppo”, utilizzando le ultime risorse del Pnrr e quelle della Zes Unica “per rafforzare la competitività del territorio e creare occupazione stabile e qualificata”. “Le agevolazioni pubbliche”, ha aggiunto, “devono premiare le imprese che investono realmente sul territorio, applicano i contratti collettivi maggiormente rappresentativi e generano occupazione stabile. Il vero obiettivo deve essere creare buon lavoro: stabile, sicuro, professionalizzante e adeguatamente remunerato”.
Sul fronte della sicurezza sul lavoro, Castellucci ha ricordato che “ogni infortunio, ogni malattia professionale e ogni vita spezzata sul lavoro costituiscono una ferita per l’intera comunità” e che “la formazione continua rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre infortuni e malattie professionali, così come la partecipazione dei lavoratori alla valutazione e alla gestione dei rischi”. Il Consiglio generale è stato anche l’occasione per sottolineare il “particolare rilievo del ruolo dell’Osservatorio regionale del mercato del lavoro”, con la Cisl che sostiene il rafforzamento di questo strumento “affinché diventi un luogo permanente di monitoraggio, analisi e confronto tra istituzioni e parti sociali”.
Sulla sanità, Castellucci ha definito “una scelta sbagliata e profondamente ingiusta” l’aumento dell’addizionale Irpef deciso dalla Regione Puglia per sanare il disavanzo, ribadendo che “il rafforzamento della sanità pubblica deve continuare a rappresentare una priorità strategica” e che “è indispensabile costruire un sistema di welfare sempre più integrato, capace di mettere in rete sanità, servizi sociali, terzo settore e autonomie locali, garantendo risposte efficaci e personalizzate ai bisogni delle persone”. Il segretario generale ha infine sottolineato l’importanza della contrattazione sociale territoriale, che “non riguarda soltanto la distribuzione delle risorse, ma la capacità di costruire una visione condivisa dello sviluppo delle comunità, valorizzando la partecipazione dei cittadini e il ruolo delle rappresentanze sociali”, concludendo che “la Cisl Puglia continuerà a svolgere il proprio ruolo con autonomia, concretezza e spirito riformatore, promuovendo il dialogo sociale, la contrattazione e la partecipazione come strumenti fondamentali per costruire sviluppo e coesione”.
Nel corso del Consiglio generale, il segretario regionale Castellucci ha assegnato il premio Tina Anselmi a Daniela Fumarola, ricordando il suo “straordinario percorso umano e sindacale”.

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