Le motivazioni depositate oggi hanno chiarito il quadro della decisione riguardante i militanti di Casapound imputati a Bari per l’aggressione ad alcuni militanti antifascisti avvenuta nel settembre del 2018. Secondo quanto riportato, gli imputati sono stati condannati lo scorso 12 febbraio per la sola partecipazione a manifestazioni fasciste e non per la riorganizzazione del partito fascista, come invece sembrava emergere dal dispositivo della sentenza letto in aula quel giorno.
Nel provvedimento viene infatti precisato che il reato di ricostituzione del partito fascista non è stato ritenuto sussistente nel perimetro della decisione.
Dalle motivazioni emerge che i giudici hanno rilevato come tale reato non sia mai stato contestato dalla procura che nel titolo del capo di imputazione ha indicato la violazione degli articoli 1 e 5 della legge, dunque anche la ricostituzione prevista all’articolo 1, ma poi non lo ha mai descritto nel testo della contestazione.
Il chiarimento arriva quindi a ridefinire il perimetro della condanna, limitandolo alla partecipazione a manifestazioni fasciste così come contestato formalmente negli atti del procedimento.