Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato a Bari i familiari di alcuni attivisti italiani del Global Sumud Land Convoy pro-Gaza, fermati da giorni dalle autorità della Libia orientale, riconducibili al generale Khalifa Haftar. A margine di un evento dedicato all’export, Tajani ha incontrato i genitori e la sorella di Nico Centrone e ha preso contatto con il fratello di Dina Alberizia. I due cittadini italiani, entrambi pugliesi, fanno parte del gruppo di dieci attivisti bloccati in Libia.
Il ministro ha assicurato l’impegno della Farnesina per arrivare a una soluzione in tempi rapidi. “Stiamo premendo per una loro liberazione al più presto”, ha dichiarato Tajani, spiegando che il governo italiano sta lavorando per chiarire la natura dell’iniziativa degli attivisti, impegnati in un’azione di solidarietà verso la popolazione di Gaza. L’obiettivo, ha aggiunto il ministro, è ottenere il rilascio degli italiani e, se necessario, la loro espulsione dal Paese nordafricano.
Tra gli attivisti fermati ci sono Dina Alberizia, 67 anni, insegnante foggiana in pensione residente in Piemonte, e Domenico “Nico” Centrone, 33 anni, insegnante e documentarista di Molfetta. A loro si aggiunge anche un cittadino uruguaiano che ha dichiarato alle autorità consolari italiane di possedere una seconda cittadinanza italiana.