Anche 400 euro al mese per un campo estivo a Bari. Con la fine dell’anno scolastico e l’arrivo dell’estate, per migliaia di famiglie torna il problema di come gestire i figli durante le settimane in cui le scuole restano chiuse. Per molti genitori i centri estivi rappresentano una necessità oltre che una scelta educativa, ma rispetto al passato i costi continuano a crescere.
Secondo una ricerca effettuata tra diverse realtà cittadine, oggi trovare un campo estivo sotto i 40 euro a settimana è sempre più difficile. Se fino a qualche anno fa non era raro imbattersi in offerte da 35 euro settimanali, oggi la soglia minima si attesta generalmente tra i 40 e i 50 euro, con punte che raggiungono i 100 euro a settimana. In alcuni casi, considerando l’intero mese, la spesa potrebbe raggiungere anche i 400 euro per figlio.
A incidere sui rincari sono diversi fattori. Le associazioni e gli enti organizzatori devono fare i conti con l’aumento dei costi dei materiali utilizzati per laboratori e attività, con le spese di gestione delle strutture, con il personale qualificato e con le polizze assicurative necessarie a garantire sicurezza e copertura ai minori. Costi che inevitabilmente finiscono per riflettersi sulle quote richieste alle famiglie.
Il conto può crescere ulteriormente quando vengono richiesti servizi aggiuntivi. Pranzo, tempo prolungato, trasporto con navetta e attività extra fanno lievitare la spesa finale. Per una famiglia con due figli iscritti, il costo complessivo, in alcuni campi estivi, può facilmente superare i 400 euro al mese, diventando una voce di bilancio significativa soprattutto per chi deve coprire l’intero periodo estivo.
Eppure la richiesta continua a essere elevata. Non solo perché molti genitori lavorano e non possono contare su una rete familiare di supporto, ma anche perché i campi estivi rappresentano ormai una vera opportunità educativa e di socializzazione. L’offerta barese è ampia e variegata. Accanto ai tradizionali campi sportivi dedicati a calcio, pallavolo, basket, nuoto, ginnastica e scherma, trovano spazio laboratori di teatro, musica, scrittura creativa, pittura, attività manuali, educazione ambientale ed educazione civica. Molte realtà propongono inoltre percorsi dedicati alla legalità, alla cittadinanza attiva e alla scoperta del territorio, trasformando i centri estivi in piccoli laboratori di comunità dove i bambini imparano a stare insieme, collaborare e confrontarsi. Per molti genitori il valore di queste esperienze va ben oltre il semplice intrattenimento, rappresentano infatti un’occasione per far trascorrere ai figli giornate attive, all’aria aperta e a contatto con i coetanei.
Resta però il nodo dei costi, se da una parte l’offerta si è ampliata e qualificata, dall’altra aumentano le difficoltà per molte famiglie nel sostenere le spese. Per questo motivo cresce l’attenzione verso i contributi e le misure di sostegno che anche quest’anno saranno messe a disposizione per favorire la partecipazione dei minori alle attività estive e aiutare i genitori nella conciliazione tra lavoro e cura dei figli. Così, mentre il conto alla rovescia verso la chiusura delle scuole è ormai iniziato, per molte famiglie baresi la scelta del campo estivo passa inevitabilmente anche da una valutazione economica.