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Bari e il taxi ‘selvaggio’ all’aeroporto: “Corsa da 600 metri senza tassametro: 20 euro”. Il disappunto di un turista su Paytourist

Il caso sollevato su Paytourist riaccende i riflettori sul servizio trasporti allo scalo di Palese

Pubblicato da: Adalisa Mei | Ven, 5 Giugno 2026 - 09:17
taxi aeroporto

Un’estate appena iniziata e la macchina dell’accoglienza turistica a Bari mostra già i primi scricchiolii. Questa volta non si tratta delle lunghe code sotto il sole o dei rallentamenti causati all’ingresso dell’aeroporto Karol Wojtyła. A riaccendere i riflettori sul caos trasporti è una recensione al veleno lasciata sulla piattaforma ufficiale Paytourist da un viaggiatore straniero, Pierre Henri G M. Poche righe in inglese cariche di frustrazione che pesano sulla reputazione del capoluogo pugliese: “Taxi from airport to hotel (600 Meters) without tassametro 20€. Never again” (“Taxi dall’aeroporto all’hotel, 600 metri, senza tassametro 20€. Mai più”). L’episodio, datato 31 maggio 2026, fotografa una realtà con cui troppi visitatori dichiarano di doversi scontrare: tariffe forfettarie imposte arbitrariamente e totale assenza di trasparenza nei controlli. Una corsa minima da poche centinaia di metri – la distanza che separa i terminal dello scalo barese dalle strutture ricettive del quartiere Palese – si è trasformata in un salasso da venti euro.

Una cifra che non trova riscontro nelle tabelle comunali ufficiali, le quali prevedono sì tariffe fisse per i vari quartieri e una tariffa minima in partenza dall’aeroporto, ma che vincolano tassativamente i conducenti all’uso del tassametro o al rispetto dei prezzi predeterminati per legge. Il caso di Pierre Henri non è purtroppo isolato. Arriva in un momento di fortissima tensione tra l’utenza, i titolari delle strutture extralberghiere e la categoria dei tassisti, quest’ultima già al centro di dure contestazioni per la carenza di vetture nelle ore serali e per i disagi strutturali legati alla viabilità aeroportuale. Se da un lato i sindacati dei conducenti difendono la categoria puntando il dito contro i cantieri e la gestione degli accessi stradali allo scalo, dall’altro episodi del genere rischiano di vanificare gli sforzi di una città che punta tutto sul turismo internazionale. Quel “never again” finale è il peggior biglietto da visita per una Bari che vuole essere una capitale dell’accoglienza, ma che troppo spesso si riscopre ostaggio di vecchie, cattive abitudini.

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