Ci sono canzoni che appartengono a un’epoca e altre che sembrano appartenere a una stagione. “Abbronzatissima” di Edoardo Vianello è una di queste.
Pubblicata nel 1963, “Abbronzatissima” nasce nel pieno del boom economico italiano, quando il Paese stava scoprendo un nuovo modo di vivere il tempo libero. Le vacanze al mare non erano più un lusso per pochi, ma un rito collettivo. Le spiagge si riempivano, la tintarella diventava un simbolo di benessere e spensieratezza, e la musica iniziava a raccontare questo nuovo stile di vita.
La canzone è costruita su un’immagine semplice e immediata: una ragazza talmente abbronzata da diventare l’oggetto dell’ammirazione del protagonista. Non c’è una storia complessa, né grandi drammi sentimentali. C’è invece tutta la leggerezza dell’estate italiana degli anni Sessanta: il sole, il mare, i flirt da spiaggia e quella sensazione di libertà che accompagna le giornate più calde dell’anno.
È una fotografia musicale di un momento felice. Ascoltarla significa essere trasportati in un mondo fatto di stabilimenti balneari, pedalò, gelati e serate sul lungomare. Un’immagine che continua a evocare nostalgia anche in chi quegli anni non li ha mai vissuti.
A rendere il brano immortale contribuisce anche il suo ritornello irresistibile. Dopo pochi secondi viene naturale canticchiarlo.
Più di sessant’anni dopo la sua uscita, “Abbronzatissima” continua infatti a tornare ogni estate perché rappresenta un’estate ideale dove tutto sembra più semplice.
Non è soltanto una canzone: è un piccolo rito stagionale. Come il primo tuffo in mare, il profumo della crema solare o una passeggiata al tramonto sul lungomare. Un classico che continua a ricordarci che l’estate, prima ancora che una stagione, è uno stato d’animo.