Su proposta dell’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli, la giunta ha approvato la candidatura del progetto “Neighbourhood Hubs (Centri di quartiere)” ad URBACT IV – Action Networks, il programma europeo dedicato alla cooperazione territoriale e allo sviluppo urbano sostenibile per la creazione di reti transnazionali di città impegnate a sperimentare e condividere soluzioni innovative rispetto alle sfide urbane contemporanee.
Il progetto candidato, che vede Bari (capofila) al fianco di cinque città europee – Poznań (Polonia), Villena (Spagna), Brest (Francia), Heraklion (Grecia) ed Herceg Novi (Montenegro) – punta a trasformare i negozi di prossimità in veri e propri punti di riferimento per i cittadini, in grado di offrire informazioni, servizi, opportunità e occasioni di partecipazione nei quartieri, partendo dall’esperienza maturata dal capoluogo pugliese negli ultimi anni con il programma D_BARI 22-24 e, in particolare, con iniziative come “Un negozio non è solo un negozio”.
“Con questa candidatura – commenta Pietro Petruzzelli – compiamo un passo importante nel percorso di internazionalizzazione delle politiche urbane sviluppate dalla città negli ultimi anni. Ciò che abbiamo costruito con progetti come ‘Un negozio non è solo un negozio’, ‘Impresa prossima’ o ‘Strade vive’, è la dimostrazione che il commercio di prossimità non rappresenta solo un’attività economica ma costituisce un presidio sociale fondamentale per la vita dei quartieri.
Adesso intendiamo portare queste esperienze su una dimensione europea, confrontandoci con città che affrontano sfide simili alle nostre e costruendo insieme soluzioni innovative. L’idea dei Neighbourhood Hubs nasce proprio dalla volontà di trasformare i negozi di quartiere in punti di accesso diffusi ai servizi, all’informazione e alla partecipazione, rafforzando il legame tra cittadini, comunità locali e istituzioni. Essere capofila di una rete internazionale composta da partner provenienti da Paesi diversi rappresenta un riconoscimento per il lavoro svolto e conferma la crescente capacità della nostra città di attrarre progettualità europee e proporsi come punto di riferimento per l’innovazione urbana e la rigenerazione territoriale. Questo progetto, inoltre, si inserisce appieno nel percorso avviato per la candidatura di Bari al titolo di Capitale europea del Commercio 2027”.
L’idea parte da una constatazione condivisa da altre città europee, e cioè che la progressiva crisi del commercio locale si accompagna spesso a fenomeni di isolamento sociale, aumento delle disuguaglianze digitali e difficoltà di accesso ai servizi di prossimità. In questo contesto, i negozi di quartiere continuano a rappresentare spazi di fiducia, presidi sociali e punti di contatto quotidiano tra cittadini. Quindi, il progetto intende sviluppare un modello innovativo e replicabile che trasformi alcune attività commerciali in “hub di quartiere”, luoghi diffusi sul territorio capaci di offrire informazioni sui servizi pubblici, orientamento per cittadini e visitatori, supporto alla partecipazione civica, promozione delle iniziative locali e strumenti per favorire l’inclusione sociale e digitale. L’obiettivo è valorizzare una rete già esistente di luoghi frequentati quotidianamente, rendendoli parte integrante delle politiche urbane e della costruzione di comunità più coese e inclusive.
La candidatura, che prevede un minimo di 6 e un massimo di 8 partner, risponde pienamente alle priorità individuate dall’Agenda Urbana Europea e dal programma URBACT IV, che promuove azioni legate alla rigenerazione urbana, all’inclusione sociale, alla trasformazione digitale, alla sostenibilità e alla partecipazione dei cittadini.
Il progetto avrà una durata di trenta mesi, dal novembre 2026 al mese di aprile 2029: il budget complessivo a disposizione è pari a un milione di euro da ripartire tra tutti i partner della rete. Qualora la candidatura andasse a buon fine, il finanziamento per il Comune di Bari sarà coperto per l’80% dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e per il restante 20% dal Fondo di Rotazione nazionale previsto dalla legge 183/1987, senza alcun onere a carico del bilancio comunale.
La partecipazione al programma consentirebbe alla città di accedere a competenze specialistiche e attività di accompagnamento finanziate direttamente dal programma europeo, attraverso il coinvolgimento di esperti internazionali dedicati allo sviluppo e all’attuazione delle azioni progettuali.
Con questa candidatura, pertanto, Bari intende consolidare il proprio ruolo all’interno delle reti europee di innovazione urbana e proporsi come laboratorio internazionale di sperimentazione di nuove politiche di quartiere, mettendo a disposizione dei partner il patrimonio di esperienze maturato negli ultimi anni sul fronte della rigenerazione delle economie locali, della partecipazione civica e della costruzione di comunità più inclusive.